Le case popolari e il paradosso della rendita catastale

By | ottobre 20, 2015

Ieri

Le case popolari sono state introdotte all’inizio del Novecento. Si tratta di edifici pubblici destinati all’uso delle persone più bisognose, che non possono permettersi l’acquisto di un immobile o la sottoscrizione di un contratto di locazione offerti dal mercato privato. Lo scopo dell’ente istitutore (ICP) era migliorare le condizioni di vita di queste persone, nell’ottica di una giustizia sociale.

 

Oggi

Le case popolari, dove vivono circa un milione di famiglie, sono gestite da diversi enti che fanno capo a istituzioni locali, come Regioni e Comuni. Di qui, i vari nomi e sigle: Aler, Atc, , Ater, Iacp.

 

Domanda e problemi

Le domande per avere una casa popolare sono 650mila e i problemi da risolvere sono tanti e di vario genere: inquilini che non pagano l’affitto, mancanza di soldi per fare lavori di ristrutturazione, occupazioni abusive e bilancio in rosso degli enti gestori.

 

Assegnazione

Chi vuole chiedere una casa popolare deve passare attraverso un fitto bosco di burocrazia prima di potersela vedere assegnata. Ogni Comune ha le sue graduatorie e ciascuna di esse è compilata in base a criteri economici e sociali che danno un punteggio. L’attesa può durare diversi anni, anche a causa dei problemi sopra detti.

 

Eccezioni e paradossi

Spesso purtroppo sembra che siano le persone oneste a rimetterci. Per esempio, una persona abita in un appartamento di sua proprietà e poi perde il lavoro e non se lo può più permettere, ma ha i genitori che vivono in una casa popolare. In questo caso sarebbe comprensibile che volesse andare ad abitare con loro, ma non può farlo prima di aver ottenuto dall’ente gestore l’ok al trasferimento. Come mai? Perché, nonostante sia disoccupato, risulta proprietario di un immobile, che quindi ha una rendita catastale. La rendita catastale è il valore che indica quanto un immobile rende in termini monetari al suo proprietario. Quindi, se la persona, pur senza lavoro, ha un appartamento di proprietà, potrebbe non avere diritto a entrare in una casa popolare, anche in quella dei genitori (in questo caso).

Ecco l’esempio di come, in mezzo a molte regole infrante e poco rispetto, sia spesso chi ha contribuito alla realizzazione e alla gestione degli alloggi pubblici con detrazioni dalla propria busta paga a vedere davanti a sé molti più ostacoli in confronto a chi assume un comportamento più leggero.